Storia del Qigong

di Yang, Jwing-Ming

Questo argomento è ulteriormente approfondito nel libro “Le radici del Qigong cinese.

La storia del Qigong cinese può essere orientativamente divisa in quattro periodi. Sappiamo poco del primo, che si ritiene abbia avuto inizio quando apparve I’I:Ching (Libro dei mutamenti), in un momento imprecisato prima del 1122 a.C , proseguendo fino alla dinastia Han (206 a.C.), allorché il buddhismo e i suoi metodi di meditazione furono introdotti dall’India. Questo apporto fece entrare la pratica del Qigong e la meditazione nel secondo periodo, l’era del Qigong religioso, che durò fino alla dinastia Liang (502-557 d.C.), quando si scoprì che il Qigong poteva essere usato per fini marziali. Ciò segnò l’inizio del terzo periodo, quello del Qigong marziale, che vide la creazione di molti diversi stili basati sulle teorie e i principi del Qigong buddhista e taoista, e che ter- minò con la caduta della dinaslia Qing, nel 1911; cominciò allora la nuova era, in cui il Qigong cinese si mescolò con pratiche Qigong provenienti dall’ India, dal Giappone e da molti altri Paesi.

Periodo precedente la dinastia Han (prima del 206 a.C.)

L’I:Ching fu probabilmente il primo testo cinese a occuparsi del Qi, introducendo il concetto delle tre energie o forze naturali (San Cai): Tian (Cielo), Di (Terra) e Ren (Uomo): lo studio dei reciproci rapporti costituì il passo iniziale nello sviluppo del Qigong.

Tra il 1766 e il 1154 a.C. (dinastia Shang), la capitale cinese era l’attuale An Yang, nella provincia di Henan, dove scavi archeologici compiuti in un cimitero chiamato Yin Xu, del tardo periodo Shang, portarono alla luçe oltre 160.000 frammenti di gusci di tartaruga e di ossa di animali coperti di iscrizioni: chiamati “Jia Gu Wen” (oracoli scritti sulle ossa), essi rappresentavano la prima prova dell’uso della parola scritta da parte dei Cinesi. La maggior parte delle notizie riportate era di natura religiosa; non vi erano accenni all’agopuntura, né ad altre conoscenze mediche, anche se nel Nei Jing si afferma che, durante il regno dell’Imperatore Giailo (2690-2590 a.C.), si usavano già i Bian Shì (punte di pietra) per regolare la circolazione di Qi nelle persone. Comunque, in questi scavi gli archeologi reperirono pietre che ritennero essere dei Bìan Shi.

Durante la dinastia Zhou (1122-934 a.C.), Lao Zi, nel suo classico Tao TeChing (Il libro della Via e della Virtù) menziona alcune tecniche di respirazione, sottolineando che il modo per assicurarsi una buona salute consiste nel “concentrarsi sul Qi e acquisire fluidità” (Zhuan Qi Zhi Rou). In seguito anche lo Shi Ji (Cronache storiche), relativo ai periodi Primavera e Autunno e dei Regni Combattenti (1770-221a.C..), descrisse metodi perfezionati di pratica respiratoria.

Intorno al 300 a.C., il filosofo taoista Zhuang Zi parlò del rapporto tra salute e respirazione nel suo libro Nan Hua ling affermando: “Il respiro di un individuo vero (cioè di un immortale) giunge fino ai talloni, quello di un in- dividuo normale si ferma nella gola”. Questo significa che un metodo respiratorio per la circolazione del Qi veniva all’epoca già usato da alcuni taoisti.
Nella letteratura contemporanea alle dinastie Qin e Han (221 a.C.-220 d.C.) esistono numerosi riferimenti medici al Qigong, come nel Nan Jing (Classico delle domande difficili) del famoso medico Bian Que, dove si parla della respirazione per migliorare la circolazione del Qi. Il libro Jin Kui Yao Lue (Cofanetto d’oro), di Zhong-Jing Zhang, tratta l’uso della respirazione e dell’agopuntura per mantenere adeguato il flusso di Qi, mentre lo Zhou Yi Can Tong Qi (Studio comparativo del Libro dei mutamenti della dinastia Zhou), di Bo Yang Wei, spiega il rapporto degli esseri umani con le forze della natura e il Qi. Come si nota da questo elenco, fino a oggi quasi tutti i testi sul Qigong sono stati scritti da studiosi come Lao Zie Zhuang Zi, o da medici come Bian Que e Bo Yang Wei.
Concludiamo con alcuni punti importanti relativi al Qigong di questo periodo:

  1. I documenti storici concernenti quest’epoca giunti fino a noi sono scarsi e riportano poche notizie dettagliate, soprattutto per quanto riguarda la pratica del Qigong
  2. Esistevano due tipi principali di pratica, uno dei quali era usato dagli studiosi confuciani e taoisti, che se ne servivano soprattutto per conservare la salute, mentre l’altro aveva scopi medici e prevedeva l’impiego di aghi e l’esecuzione di esercizi per armonizzare il Qi e curare malattie
  3. La pratica non aveva in sostanza alcuna natura religiosa
  4. Tutto l’addestramento veniva effettuato seguendo una via naturale e si concentrava sul miglioramento e mantenimento della salute, dal momento che si considerava impossibile contrastare in modo efficace glì effetti naturali

Dalla dinastia Han all’inizio della dinastia Liang (206 a.C.-502 d.C.)

Poiché molti imperatori Han si dimostrarono intelligenti e saggi, questa dinastia assicurò un periodo magnifico e pacifico, durante il quale (nel 58 d.C. circa) il buddhismo venne introdotto in Cina dall’India: l’imperatore vi aderì apertamente, e questa religione si diffuse ben presto, divenendo assai popolare; molte pratiche di meditazione buddhista e di Qigong, esercitate in lndia da migliaia di anni, furono assorbite dalla cultura cinese. I templi buddhisti insegnarono diverse pratiche, soprattutto la meditazione statica Chan (Zen), che segnò una nuova era per il Qigong cinese. Gran parte della teoria e le pratiche più approfondite svììuppate in India furono portate in Cina. Purtroppo, dal momento che la preparazione era diretta a ottenere la conquista dello stato della buddhità, le pratiche e la teoria venivano trascritte nelle bibbie buddhiste e tenute segrete: per centinaia di anni, la preparazìone religiosa Qìgong non fu mai insegnata ai profani; solo nel secolo scorso è stata fatta conoscere alle masse.

Non molto tempo dopo l’introduzione del buddhismo in Cina, un taoista di nome Dao Ling Zhang combinò i principi tradizionali del taoismo con il buddhismo e creò una religione chiamata Dao Jiao, nella quale molti dei metodi di meditazione erano costituiti da una fusione dei concetti e delle pratiche di entrambe le fonti.
Dal momento che il Tibet aveva sviluppato una sua particolare visione del buddhismo, con propri sistemi di preparazione e metodi per raggiungere la buddhità, i buddhisti tibetani furono invitati a predicare in Cina e, a tempo debito, anche le loro pratiche vennero assimilate.

Fu in questo periodo che i praticanti di Qigong cinese tradizionale ebbero finalmente la possibilità di confrontare le loro arti con le pratiche importate soprattutto dall’India. Mentre il Qigong accademico e medico sì era concentrato sul mantenimento e miglioramento della salute, il nuovo Qigong religioso riguardava molto di più: i documenti e gli stili dell’epoca mostrano chiaramente che i praticanti religiosi coltivavano il loro Qi a livelli assai più profondi, occupandosi di yarie funzioni interne dell’organismo e sforzandosi di ottenere il controllo di corpo, mente e spirito, con l’obiettivo di sottrarsi al ciclo della reincarnazione.

Mentre le pratiche e la meditazione Qigong venivano tramandate segretamente all’ interno dei monasteri, studiosi e medici continuavano la ricerca tradizionale. Durante la dinastia Jin, nel III secolo d.C., un famoso medico di nome Hua Tuo si serviva dell’agopuntura per l’anestesia in chirurgia; il taoista Jun Qian studiò i movimenti degli animali per creare i Wu Qin Xi (Esercizi dei cinque animali), che insegnavano alla gente come aumentare la circolazione del Qi per mezzo di partiicolari movimenti (secondo alcuni, i Wu Qin Xi furono ideati da Hua Tuo). ln questo periodo, inoltre, iI medico Ge Hong, nel suo libro Bao Pu Zi, parlò dell’impiego della mente per gμidare e incrementare il Qi. In un momento imprecisato tra il 420 e il 581 d.C., Hong-Jing Tao compilò un testo dal titolo Yang Shen Yan Ming Lu (Documenti sul nutrimento del corpo e sul prolungamento della vita), contenente molte tecniche prese dal Qigong.
Queste furono le caratteristiche del Qigong durante tale periodo:

  1. Tre scuole di Qigong religioso influenzarono e dominarono la pratica: il buddhismo indiano, il buddhismo tibetano e il taoismo
  2. Quasi tutte le pratiche del Qigong religiose vennero mantenute segrete all’interno dei monasteri
  3. Per mezzo del Qigong religioso, i praticanti cercavano di sottrarsi al ciclo della reincarnazione
  4. In termini relativi, la teoria del Qigong religioso è più profonda di quella del Qigong non religioso, e la preparazione è più impegnativa
  5. In quest’epoca, la teoria della circolazione del Qi venne compresa meglio per cui le relative forme dì Qigong sembrano essere più efficaci delle precedenti

Dalla dinastia Liang alla fine della dinastia Qing (502-1911 d.C.)

Durante la dinastia Liang (502-557), l’imperatore invitò un monaco buddhista di nome Bodhidharma, che un tempo era stato un principe indiano, a predicare il buddhismo in Cina. All’imperatore, però, non piacque la sua filosofia, perciò il monaco si ritirò nel Tempio Shaolin; quando vi giunse, vide che i sacerdoti erano deboli e malaticci, e si isolò per meditare sul problema. Dopo nove anni di solitudine, riemerse per scrivere due classici: Yi Jin Jing (Trattato sul cambiamento dei muscoli e dei tendini) e Xi Sui Jing (Trattato sul lavaggio del midollo). Il primo insegnava ai preti come ottenere salute e trasformare in forza la debolezza del corpo fisico, mentre il secondo spiegava come usare il Qi per purificare il midollo osseo e rafforzare il sistema sanguigno e immunitario, nonché ì metodi per fornire energia al cervello e raggiungere l’illuminazione. Dal momento che il Trattato sul lavaggio del midollo era più difficile da capire e praticare, i criteri di addestramento vennero segretamente tramandati soltanto a pochi discepoli di ogni successiva generazione.

Dopo aver praticato gli esercizi per modificare muscoli e tendini, i monaci si accorsero non solo che la loro salute era migliorata, ma che erano diventati assai più vigorosi. Quando l’allenamento fu integrato negli stili di arte marziale, l’efficacia delle tecniche aumentò. Oltre a praticare il Qigong marziale, i monaci shaolin idearono cinque stili di Gongfu che imitavano il modo di combattere di altrettanti animali: tigre, leopardo, drago, serpente e gru.

Lo sviluppo del Qigong continuò fuori del monaslero durante le dinastie Sui e Tang (581-907 d.C.). Yuan Fang Chao compilò la Zhu Bing Yuan Hou Lun (Tesi sulle origini e sui sintomi di varie patologie), una vera e propria enciclopedia dei metodi di Qigong che elencava 260 modi diversi per incrementare il flusso di Qi. L’opera Qian Jin Fang (Prescrizioni del valore di mille pezzi d’oro), di Si Mao Sun descriveva come guidare il Qi e l’uso dei Sei Suoni, di cui i buddhisti e i taoisti si erano già serviti per regolare temporaneamente il Qi negli organi interni. Si Mao Sun ideò anche un sistema dì massaggi detto le “49 tecniche di massaggio di Lao Zi”. Il Wai Tai Mi Yao (Segreto dell’Elisir d’oro), di Wang Tao, trattava l’impiego della respirazione e di terapie erboristiche per curare disturbi nella circolazione del Qi.

Durante le dinastie Song, Jin e Yuan (960 -1368 d.C.), l’opera Yang Shen Jue (Il segreto del nutrimento della vita), di An Dao Zhang, illustrò diverse pratiche di Qigong. Ru Men Shi Shì (La visione confuciana), di Zi-He Zhang, descrive l’uso del Qigong per curare lesioni esterne come tagli e distorsionì. Lan Shi Mi Cang (La biblioteca segreta della stanza delle orchidee), di Li Guo, parla dell’impiego del Qigong e di rimedi a base di erbe per curare disfunzioni interne. Ge Zhi Yu Lun (Una nuova tesi dello studio integrale), di Dan Xi Zhu, offre una spiegazione teorica dell’uso del Qigong nella cura delle malattie.
Si ritiene che, durante la dinastia Song (960-1279 d.C.), San Feng Chang abbia creato il Taijiquan (o Tai Chi Chuan), un approccio all’uso del Qigong differente da quello shaolin: mentre quest’ ultimo attribuiva maggiore importanza alle pratiche Wai Dan (cinabro esterno), il Taiji favoriva quelle Nai Dan (cinabro interno).

Nel 1206 d.C., il dott. Wei Yi Wang progettò e costruì il famoso uomo d’ottone dell’agopuntura. Prima di allora, i molti testi che trattavano la teoria, i principi e le tecniche di trattamento dell’agopuntura dissentivano tra loro e contenevano molti punti oscuri. Quando il dott. Wang costruì il suo uomo d’ottone, scrisse anche un libro intitolato Tong Ren Yu Xue Zhen Jiu Tu (Chiarimenti sull’uomo d’ ottone per l’agopuntura e la moxibustione), in cui spiegava il rapporto tra i 12 organi e i dodici meridiani primari del Qi, chiariva molti argomenti confusi e, per la prima volta, ordinava in maniera sistematica la teoria e i principi dell’agopuntura.

Nel 1034 d.C., il dott. Wang usò l’agopuntura per curare l’imperatore Ren Zong, che ne promosse la diffusione e, per incoraggiare la ricerca medica in questo campo, costruì un tempio dedicato a Bian Que, l’autore del Nan Jing, venerandolo come l’antesignano di tale terapia. La tecnica dell’agopuntura si sviluppò al punto che persino il popolo Jin, del lontano nord, richiese come condizione di pace l’uomo d’ottone e altri metodi dell’agopuntura. Tra il 1102 e il 1106, il dott. Wang sezionò corpi di prigionieri, aggiungendo altre informazioni al Nan Jing. La sua opera contribuì notevolmente al progresso del Qigong e della medicina cinese, fornendo un’idea chiara e articolata della circolazione del Qi nel corpo umano.

In seguito, durante la dinastia meridionale Song (1127-1279 d.C.), al maresciallo Yue Fei venne attribuita l’ideazione di numerosi esercizi e arti marziali di Qigong interno; si dice che abbia creato il Ba Duan Jin (le Otto Pezze di Prezioso Broccato) per migliorare la salute dei suoi soldati, ed è conosciuto come l’inventore dello stile marziale Xingyi. Anche i praticanti dello stile dell’aquila affermano che Yue Fei fu l’iniziatore del loro metodo.

Da allora alla fine della dinastia Qing (1911), vennero fondati molti altri stili: tra quelli noti, ricordiamo Hu Bu Gong (il Passo dèlla tigre), Shi Er Zhuang (le Dodici posture) e Jiao Hua Gong (il Gong del mendicante). In questo periodo furono anche pubblicati numerosi testi relativi al Qigong, come Bao Shen Mi Yao (L’importantissimo documento segreto sulla protezione del corpo), di Yuan Bai Cao, che descriveva esercizi di Qigong statico e in movimento, e Yang Shen Fu Yu (Breve introduzione al nutrimento del corpo), di Ji Ru Chen, riguardante i Tre Tesori Jing (essenza), Qi (energia interna) e Shen (spirito). Inoltre, l’opera Yi Fan Ji Jie (Introduzione completa alle prescrizioni mediche), di Fan An Wang, riesaminava e compendiava i documenti precedentemente pubblicati, mentre Nei Gong Tu Shuo (Spiegazione illustrata del Nei Gong), di Zu Yuan Wang, si occupava delle Dodici Pezze di Prezioso Broccato e spiegava il concetto della combinazione tra Qigong in movimento e Qigong statico.

Durante il tardo periodo Ming (intorno al 1640 d.C.), i praticanti dello stile marziale Taiyang crearono il metodo Qigong Huo Long Gong (il Drago di fuoco), mentre sì ritiene che il noto stile marziale interno Baguazhang (Boxe del Palmo degli Otto Trigrammi), che attualmente sta divenendo popolare in tutto il mondo, sia stato ideato durante la tarda dinastia Qing (1644-1911) da Hai Chuan Dong.
Queste furono le caratteristiche del Qigong durante tale periodo:

  1. Il Qigong venne integrato nelle arti marziali, dando luogo alla creazione di specifici stili
  2. La teoria della circolazione del Qi e l’agopuntura raggiunsero alti livelli rispetto agli altri generi di pratiche Qigong, fu pubblicato un maggior numero di testi relativi alle applicazioni in medicina
  3. La pratica del Qigong religioso rimase segreta
  4. Nella società cinese gli esercizi di Qigong divennero più popolari

Dalla fine della dinastia Qing ai giorni nostri

Prima del 1911, la società cinese era ancora molto conservatrice e arretrata; anche se nel secolo precedente erano stati estesi i contatti con il mondo esterno, quest’ultimo aveva ben poca influenza sulle regioni interne del Paese. Da quell’ anno, con l’abbattimento della dinastia Qing e la fondazione della Repubblica, la Cina cominciò a cambiare come mai era accaduto in precedenza. Da questo momento in poi, la pratica del Qigong entrò in una nuova era. Con la facilità di comunicazioni propria del mondo moderno, la cultura occidentale ha ora grande influsso sull’ Oriente: molti Cinesi hanno aperto le loro menti e modificato le idee tradizionali, soprattutto a Taiwan e Hong Kong; vari stili di Qigong vengono oggi insegnati liberamente, mentre sono stati pubblicati numerosi documenti in precedenza segreti. Gli attuali sistemi di comunicazione hanno fatto conoscere il Qigong a un pubblico che non è mai stato così vasto, dando alla gente l’opportunità di studiare e capire parecchi stili dìversi, nonché di confrontare il Qigong cinese con arti simili provenienti dall’ India, dal Giappone, dalla Corea e dal Medio Orjente.

Credo che nel prossimo futuro il Qigong sarà considerato il più interessante e affascinante campo di ricerca: è un’antica scienza che aspetta solo di essere esplorata con l’ausilio delle nuove tecnologie oggi in evoluzione a ritmo vertiginoso. Qualsiasi cosa riusciremo a fare per accelerare questa ricerca aiuterà enormemente l’umanità a comprendere e migliorare sè stessa.


Per approfondire

LE RADICI DEL QIGONG CINESE
di Jwing-Ming Yang


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